Crea sito

IL TERZO INCOMODO

terzo

Il terzo incomodo è il mio primo romanzo, è uscito per Baldini & Castoldi, di carta e in ebook. Inizia così:

«Marianna pensava che soffrire fosse un modo sicuro per ottenere successo. Sempre più spesso mi diceva che non mi impegnavo abbastanza per avere ciò che desideravo.Il segreto è saper fare una cosa meglio di tutti. Non c’entra nulla la bravura o l’ambizione», sentenziava guardandomi negli occhi e invidiando i miei denti perfetti, «conta solo soffrire.»

L’estratto prosegue qui.

A ottobre 2016 si è classificato secondo alla prima edizione del Premio Augusta.


Stampa

«È un bel libro d’esordio, quello di Elena Marinelli, con una voce matura e potente, come è difficile trovarne a inizio carriera. Si potrebbe chiamare romanzo di formazione, dove la sofferenza, ricevuta o imposta, evitata o perseguita, ha i suoi esiti. Con il ritmo incalzante dei classici femminili, e anche con la lingua delicatissima del gentil sesso. […]»
(Valeria Parrella, Grazia)

«Una costruzione armonica nella organizzazione delle presenze, in particolare dell’intenso rapporto con la nonna, giocato per diversi aspetti nella dissimulazione dei propri sentimenti, così come nella delicata storia del rapporto della stessa nonna con l’amica Memè, che a sua volta si prenderà cura di Teresa. Una parte più interiore rispetto alla seconda, più romanzesca, trasferendosi il mistero dal grumo oscuro di Teresa agli andirivieni di Osvaldo […]»
(Ermanno Paccagnini, Corriere della Sera – La  Lettura)

«Un bel romanzo d’esordio intriso di sofferenza e speranza.»
(Alto Adige)

Online

«Una piccola coccola per l’anima, da leggere quando ci si vuole fare un regalo.»
(Giulia Caterina Trucano seleziona dieci romanzi da leggere nel 2016, Grazia.it)

I dieci buoni motivi per non leggere Il terzo incomodo.
(su Tempoxme.it)

«Elena Marinelli crea una narrazione nella quale la sofferenza è una sorta di lumino sempre acceso che caratterizza la vita di Teresa e di chi le sta attorno. […] Teresa dimostra di avere maggiore stabilità, calma e coraggio nel reagire ai drammi della vita e ai torti subiti: “La mia macchina del perdono aveva una caratteristica particolare: non contemplava la furia violenta”.
La vita travagliata di Teresa raccontata da Elena Marinelli mi ha ricordato Enrica, la protagonista de L’età del malessere di Dacia Maraini. […] Teresa della Marinelli ed Enrica della Maraini sono simili perché nonostante tutta la sofferenza non smettono mai di sperare in un cambiamento positivo.»
(Viviana Filippini, SulRomanzo.it)

«Elena Marinelli cattura il lettore e lo inchioda sino alla fine, lasciandoti una profonda melanconia ma anche un messaggio forte la consapevolezza che la vita si costruisce giorno per giorno con piccole vittorie […]»
(Milena Privitera, Sololibri.net)

«Il terzo incomodo di Elena Marinelli, edito da Baldini & Castoldi, è un bel romanzo costruito intorno a un sentimento oscuro e dai contorni indistinti, che tutti però possono conoscere e riconoscere, immedesimandosi o sentendosi partecipi.»
(Gabriele OttavianiConvenzionali)

«Teresa impara a vivere guardando la vita altrui, prendendone qualche pezzo, appropriandosene quando nessuno la guarda o quando qualcuno non c’è più. Teresa fa cose per rendere felici le persone che ha accanto, perché tanto non sa come rendere felice se stessa e allora tanto vale. […] Teresa fa come in quella canzone degli U2 “Running to stand still”: And so she woke up / From where she was lying still / Said we got to do something / bout where we’re going […]»
(Batchiara, piccole recinzioni)

Radio

Shokking CultureRocknRollRadio, puntata del 14 dicembre 2015.
Con Marta Casanova e Carlotta Pistone.
PODCAST || MINI INTERVISTA

De gustibusRadio popolare, puntata del 17 ottobre 2015.
Con Davide D’Addato, Luca Restivo e Federico Vozzi.
PODCAST


Cover "Il terzo incomodo"

Art director: Mara Scanavino. Graphic designer: Alberto Lameri. In copertina © Claerwen James, Girl in Red and White against Blue, 2012

Teresa frequenta il liceo in un paesino di provincia. Vive con sua nonna e ha una sola amica, che in realtà detesta ma che è una delle sue poche certezze. Convive con un grande, enorme rimosso di cui non capisce le ragioni. Si esclude dal mondo dei coetanei, costruendosi una vita invisibile, che le permette di crescere e conquistare una tranquillità che non credeva possibile.
La morte della nonna, però, le crea un nuovo squilibrio, un nuovo rimosso.
Teresa dovrà combattere per ristabilire nuove felicità quotidiane: troverà un compagno e si rifarà una vita, almeno fino a quando il terzo incomodo non tornerà a sconquassare ancora tutto quanto.