Caro Osvaldo, un diario con la scusa della quarantena

Caro Osvaldo, è un podcast-diario con la scusa della quarantena. Inizia il 10 marzo 2020 e puoi ascoltarlo su Spreaker.


Ho chiamato Osvaldo ogni alter ego possibile da quando esercito la scrittura con più frequenza. Osvaldo è Osvaldo Soriano, uno dei miei scrittori preferiti, è stato il mio primo portatile, da cui non mi separavo mai. È stato lo pseudonimo (in verità era un nome di battaglia) che ho scelto per le Schegge di Liberazione, le prime quelle del 2011; è stato il destinatario del mio diario, quando ho smesso di tenerne uno.

Ho sempre avuto una certa fascinazione per i taccuini coi lucchetti. Ne ho avuti diversi – il mio preferito aveva la copertina imbottita, ancora lo ricordo al tatto, avevo otto o nove anni – e di tutti custodivo gelosamente la chiave primaria e quella di riserva, in due posti diversi, perché non si sapeva mai. Non ce n’era bisogno, ma mi piaceva l’idea che ci fosse, che qualcuno potesse agognare in qualche modo leggerli, che ci fosse il benché minimo interesse.

Il 9 marzo 2020 è iniziata ufficialmente la mia quarantena. Circa due settimane dopo gli abitanti di Codogno, ben prima dei miei genitori, della Francia e di Londra.

Il 9 marzo 2020 torno a casa da lavoro, è lunedì, senza niente delle cose che fanno la mia scrivania la mia scrivania e so che non sarei più tornata per settimane. Mi sono portata dietro qualche documento, qualche appunto, l’agenda; poso tutto dove scrivo e accendo il computer per fare un po’ di ordine.

Inizio questo diario.

INDICE